Nuovo Regolamento Edilizio e ultime sul Progetto Idro-S
Il
25/06/05 a Montescudaio è stato approvato all’unanimità, quindi anche con i voti del gruppo di Rifondazione Comunista,
una serie di norme per il risparmio energetico e la bioedilizia che vanno ad integrare l’attuale regolamento edilizio.
Le
norme, divise tra interventi incentivati e obbligatori (in caso di nuove costruzioni o ristrutturazioni) portano principi
di risparmio energetico, idrico e qualità dell’abitare condivisi a livello europeo da anni ma assenti dall’edilizia
speculativa locale. Interventi obbligatori per il risparmio dell’acqua, quali il riciclo delle acque grigie, l’accumulo
dell’acqua piovana e la conseguente rete duale acqua potabile-acqua non potabile, possono abbattere del 60% i consumi
d’acqua di uno stabile. L’incentivazione all’utilizzo di pannelli solari (in attesa dell’attuazione
della legge regionale 35 che dovrebbe renderli obbligatori) per la produzione d’acqua calda che coprano almeno il 50%
dei consumi sono misure concrete contro l’inquinamento. Questi interventi, oltretutto, non sono un’aggravio di
spesa per chi compra una casa dotata di questi accorgimenti, a fronte di un costo leggermente maggiore iniziale in pochi anni
si rientra dalla spesa sostenuta grazie ai notevoli risparmi sulle bollette (senza considerare i continui rialzi dei prezzi
dell’energia e dell’acqua).
L’assessore
all’ambiente Marcello Demi, partendo da una nostra mozione allegata l’anno scorso al regolamento edilizio, ha
affidato all’architetto Anna Marrocco la compilazione del regolamento attuale che porta avanti Montescudaio verso una
vera sostenibilità, anche se ancora si scontano forti ritardi soprattutto nella gestione dei rifiuti dove Montescudaio rimane
agli ultimi posti in Toscana per la raccolta differenziata facendo pagare ai suoi cittadini le penali previste dal decreto
Ronchi.
Nella
seduta sono stati posti a votazione anche due documenti sul progetto Idro-S (escavazione di due grandi invasi nella piana
del Cecina che, una volta riempiti con le acque delle piene del Cecina, uno alimenterebbe con una lunga condotta l’estrazione
del sale a Saline di Volterra e l’altro dovrebbe fornire acqua potabile).
Il
primo è il documento uscito dal Tavolo Istituzionale degli enti della Val di Cecina Pisana riguardante il progetto Idro-S,
approvato dalla maggioranza a Montescudaio, ha visto il nostro motivato voto contrario.
E’
un documento dalle premesse contraddittorie (riferisce che per l’ARPAT i rischi di contaminazione dell’acqua e
dei sedimenti che entrerebbero negli invasi Idro-S sono molto bassi e allo stesso tempo afferma che non esistono le condizioni
per dar corso alla parte potabile del progetto Idro-S) e incomplete (si decanta che il progetto Idro-S realizzerebbe la riduzione
del 92% dei prelievi estivi dai pozzi Solvay presso la Cacciatina non considerando che quel campo di pozzi è solo una delle
tante concessioni che ha la Solvay sul Cecina, in particolare nello stesso comune di Montescudaio nessuna riduzione è prevista
per la deviazione del Cecina alla Steccaia e per i pozzi presso Casagiustri).
Le conclusioni sono ancora più assurde in quanto s’invita la Regione ad eliminare
l’invaso per l’acqua potabile e all’ASA e all’AATO5 di trovare i soldi per reperire le risorse idriche
che intanto si regalano alla Solvay!
Come
si fa a chiedere ai comuni della Val di Cecina di sottoscrivere gli interessi di una ditta privata in diretta concorrenza
con quelli dei cittadini come chiaramente espresso nelle premesse: gli acquedotti sono in crisi per l’eccessivo sfruttamento
e l’inquinamento.
La
maggioranza riduce l’assurdità di questo documento integrandolo con il secondo documento votato costituito da una serie
di preghiere alla Regione Toscana perché riveda l’autorizzazione alla Solvay in toto e renda partecipe il Comune a questa
nuova procedura, cosa che non era avvenuta per l’attuale progetto Idro-S.
La
legge è chiara: l’acqua è un bene pubblico e l’uso idropotabile prevale su quello agricolo e su quello industriale,
spesso però, vige la legge del più forte che, sfruttando il disprezzo per il bene pubblico della precedente amministrazione
di Montescudaio, ha comprato per 5000€ l’anno tutta l’acqua che sarà raccolta negli invasi presenti e futuri
nella piana di Montescudaio e all’attuale amministrazione non resta che rivolgere preghiere alla Regione mentre i comuni
circostanti, come Riparbella, approvano un documento contrario ad ogni logica di pubblica utilità.
Valerio
Tassinari, Consigliere del Gruppo di Rifondazione Comunista di Montescudaio